Itinerario



TRACCE

Per chi vorrà cimentarsi con le TRACCE GPX vi consigliamo di scaricare l'App WIKILOC che funziona bene anche offline. Basterà scaricare e installare l'app, scaricare le tracce da questo sito o farsele  inviare su Whattsapp  (al n.333.9863950) e cliccarci sopra. Il vs smartphone vi chiederà quale app utilizzare per aprire le tracce, a quel punto indicherete WIKILOC e il gioco è fatto!

 

Tappa 1: Da Cassino a S.Ambrogio – Facile – Km 18,8 – dislivello in salita 160 m in discesa 40 m Sterrato 55% Asfalto 45%.

Paesaggio fluviale, agrario, di interesse storico. La prima tappa non ha particolari difficoltà e consente di godersi appieno il paesaggio di questo angolo di Lazio meridionale. Siamo ai confini con la Campania e qualche chilometro prima di arrivare a S.Ambrogio sul Garigliano si uscirà per pochi metri dai confini regionali. Si incontreranno diversi monumenti a ricordo delle Quattro Battaglie di Cassino (WWII).

Tappa 2: Da S.Ambrogio a S.Andrea – Km 9,8 – Facile – – dislivello in salita 120 m    in discesa 160 m    Sterrato  70%   Asfalto  30%. 

Paesaggio fluviale/collinare, agreste, di interesse geologico. Da Sant’Ambrogio sul Garigliano, attraverso un percorso pianeggiante che costeggia la sponda destra del fiume Garigliano, si raggiungerà, in territorio di S.Andrea del Garigliano, la zona di Bosco d’Olmi. Siamo quasi ai confini con la provincia di Latina, il territorio attraversato è circondato da colline e monti. Gli ultimi chilometri, poco prima della Fonte di Salomone, da cui sgorga una fresca e potabile acqua solfurea, passeranno attraverso un’area paesaggisticamente notevole in cui nidificano il Gruccione, la Nitticora ed è presente l’unica tartaruga acquatica autoctona italiana, la Testuggine Palustre Europea (Emys Orbicularis). Con  molta fortuna sarà possibile osservarli nel loro habitat. Anche dal punto di vista geologico la tappa presenta particolarità interessanti con la possibilità di osservare da vicino se non toccare con mano formazioni piroclastiche tufacee, tipiche delle zone vulcaniche, residue delle eruzioni del vulcano di Roccamonfina, ben visibile a sud est per tutta la durata della tappa.

Tappa 3: Da  S.Andrea a Madonna del Piano (Ausonia) – Km 18,1 – media – dislivello in salita 990 m –  in discesa 1020 m –  Sterrato  75% –  Asfalto  25%. 

Paesaggio Carsico Agro Silvo Pastorale di interesse storico. La terza tappa del Cammino di San Filippo Neri è impegnativa sin dai primissimi passi. Si salirà dai 100 m slm della località Bosco d’Olmi fino ai quasi 700 del Valico di Vallaurea, tra il M. Garofano e il Colle Cerasola. Si attraverserà quasi completamente il pianoro carsico di Vallaurea, che conserva mirabili esempi di architettura rurale in pietra a secco. Aggirando il Monte Maio si arriverà al primo vero punto panoramico sul Mar Tirreno, nei pressi del monumento ai caduti di Marinaranne. Si potranno quindi osservare luoghi rimasti autentici grazie alla notevole distanza dalle principali vie di comunicazione. Nella seconda parte della tappa, in discesa, si attraverserà l’antico centro storico di Coreno Ausonio, paese conosciuto per le cave di marmo di varietà Perlato Royal. Pochi chilometri dopo si giungerà alla fine della tappa nello splendido Santuario della Madonna del Piano, ad Ausonia.

Importante: la tappa è completamente priva della possibilità di fare rifornimento d’acqua nei 13 km iniziali.

 

Tappa 4: Da Madonna del Piano ad Esperia – Km 11,9 – medio/facile – dislivello in salita 400 m – in discesa 60 m – Sterrato 45% – Asfalto 55%.

Paesaggio Mediterraneo – Agreste – Montano. Si risalgono le pendici del Monte Fammera, in un paesaggio decisamente mediterraneo ricco di terrazzamenti e muretti a secco, passando di fianco all’antica ( e meravigliosa!) chiesa di Correano. Da qui si sale ancora, attraversando la pineta di Selvacava, fino alle pendici della parete calcarea, quasi verticale, del Monte Fammera. Dal Colle Bastìa la strada prosegue, tra modesti saliscendi, fino all’abitato di Esperia Superiore, l’antica Roccaguglielma. I paesaggi attraversati sono decisamente diversi: dalla pianura della Madonna del Piano e dal paesaggio collinare della chiesa di Correano si passa attraverso una folta pineta e, subito dopo, si arriva in un ambiente decisamente montano. Dalla zona di Colle Bastia si intravede il mare e la vicinanza dell’enorme macigno calcareo del Fammera crea un ambiente decisamente suggestivo.

 

Tappa 5: Da Esperia a Filetto (Acquaviva) – Km 24,1 – impegnativa – dislivello in salita 1050 m – in discesa 550 m – Sterrato 65% – Asfalto 55%.

Paesaggio Carsico Agro Silvo Pastorale di interesse storico. Punto panoramico sul golfo di Gaeta e di Napoli, Vesuvio, Isole Partenopee, Isole Ponziane.      È senza dubbio la tappa più difficile dell’intero cammino di San Filippo Neri: dal seggio in cui il santo riposava nei suoi viaggi tra Cassino e Gaeta che ha ispirato l’ideazione di questo cammino, si parte in direzione del centro storico di Esperia attraversandolo quasi per intero su via Roma. Da questa si raggiunge in breve la porta per la via della montagna sul quartiere di San Bonifacio, antico ghetto ebraico, dove sarà assolutamente indispensabile fare ricarica di acqua. La tappa attraverso le amene Valli di Polleca e Fraile, con un percorso impegnativo ma mai noioso, è particolarmente stancante e porterà in circa 3-4 ore alla Forcella di Fraile e al Monte Redentore, il punto più alto dell’intero cammino. Da da qui un panorama mozzafiato vi accompagnerà nella discesa all’Eremo di San Michele Arcangelo è più giù fino al rifugio Pornito. In breve, raggiungendo la piana di Filetto, si arriva al rifugio di Acquaviva termine della quinta tappa del cammino di San Filippo Neri.

Importante: la tappa è completamente priva della possibilità di fare rifornimento d’acqua nei 15 km iniziali.

 

Tappa 6: Da Filetto a Madonna della Civita (Itri). km 16,5 ( -3,5 km o + 6 km, dipende dalle aperture delle accoglienze)  impegnativa – dislivello in salita 450 m –  in discesa 600 m –  Sterrato  99% –  Asfalto  20% (1% se si arriva all'Ostello Ossigeno. 40% se si arriva a Itri) 

Paesaggio Carsico Agro Silvo Pastorale di interesse storico.aesaggio decisamente montano, carsico, agro silvo pastorale di interesse storicoLa sesta tappa di questo cammino è abbastanza impegnativa. Si parte dal rifugio di Acquaviva e si attraversano i monti della parte centrale del parco regionale degli Aurunci. Al primo tratto, percorso su sentieri di montagna ad altezze che superano i 1000 m, seguirà la discesa al valico di San Nicola, tra il territorio dei comuni di Campodimele, Itri, e Formia, a pochissimi chilometri dal santuario della Madonna della Civita. Si parte subito in salita, il tratto su sentiero di montagna è molto più lungo e in ambiente meraviglioso. Si incontrano doline carsiche con resti id antichi stazzi di pastori, inghiottitoi (fosso di Fabio) e il Pozzo della Neve o Neviera di M. Viola Volendo si può allungare per fare una visita al piccolo sepolcro realizzato con i resti dell'aereo miitare precipitano qui nel 1985 (traccia GPX). Passando per Valle Torre e l'omonima azienda agricola si raggiunge il tratto finale, su carrabile, da Trasta  fino al passo di San Nicola, molto esposto al sole e privo di copertura arborea. L'indicazione dei km riguarda la necessità di pernotto: in 16 km si arriva al Santuario della Madonna della Civita dove la casa del pellegrino è attualmente chiusa per lavori (settembre 2023). Potrebbe essere necessario quindi decidere di pernottare allìostello Ossigeno, presso il passo S.Nicola (che però non sempre è aperto in inverno) o  ad Itri (6 km dopo il Santuario) dove c'è sempre possibilità di pernotto.

Importante: la tappa è completamente priva della possibilità di fare rifornimento d’acqua nei 9 km iniziali.

  

Tappa 7: Da Santuario della Madonna della Civita a Montagna spaccata di Gaeta – Km 20,2 – impegnativa – dislivello in salita 350 m –  in discesa 950 m –  Sterrato  15% –  Asfalto  85%. 

Paesaggio Mediterraneo Antropizzato – Marino. Il Santuario della Madonna della Civita è una tappa obbligata nel Cammino di San Filippo Neri in quanto meta di passaggio del Santo prima di arrivare a Gaeta. Ancora oggi una epigrafe marmorea testimonia il suo passaggio nel 1532. La tappa è quasi esclusivamente su asfalto, in ambiente mediterraneo antropizzato. Si attraversano gli abitati di Itri (patria delle famose olive nere di Gaeta) e si raggiunge la zona balneare di Gaeta (Piana di Serapo) poco prima di arrivare alla meta finale del Cammino. Notevoli gli affacci sul litorale prima di scendere alla Piana di Serapo e una volta raggiunta la destinazione finale.